giovedì 1 maggio 2008

Tutti pazzi per l'oro

Questo non è un blog pornografico (non ancora perlomeno, ci stiamo lavorando), tuttavia la presente recensione riguarda, indiscutibilmente, un film porno. Porno non, nell'accezione comune, quale esibizione di corpi nudi che fanno sesso, ma in quella, più ampia, di svuotamento del significato: immagini che riempiono senza dire, scene che mostrano senza esprimere, storie che avanzano senza raccontare.
"Tutti pazzi per l'oro" è proprio questo: una commedia che non fa ridere, un film d'azione privo di montaggio, un pretesto per esaltare le doti fisiche di Torso McConaughey talmente smaccato da apparire grottesco. Insomma, un bersaglio costantemente mancato.
Il film, ai fini del girato, potrebbe tranquillamente durare 20 minuti: è la solita rimasticatura della caccia al tesoro, con crisi coniugale sullo sfondo, e bellocci a copertura. Si salva infatti il bikini di Kate Hudson, ma è un po'poco, per un'ora e mezza di improperi al regista.
Piuttosto, complimenti agli sceneggiatori (?): idiozie a parte, mettono insieme un meraviglioso pamphlet sulla tolleranza zero. Le donne sono stupide, i gay isterici, i vecchi rincoglioniti (menzione d'onore per Donald Sutherland, si spera che l'Alzheimer l'abbia colpito soltanto sul set), i neri gangster e gli ucraini ucraini. Non si salva nessuno, compresa la forma fisica di Malcolm Jamal Warner, per tutti Theo dei "Robinson", che a occhio e croce ha messo su almeno 50 chili da quando lo coglionava Bill Cosby.

LA SCHEDA
Tutti pazzi per l'oro
In una frase: "Come hai imparato a guidare l'aereo?" "Con la playstation"
Sconsigliatissimo:
a chiunque voglia vedere un porno. Nell'accezione comune.
Giudizio:
KKKK

domenica 6 aprile 2008

My blueberry nights(mare)

Premettiamo una cosa. Prima di giovedì, non avevamo visto un film che è uno di Wong Kar-Wai. Alcuni hanno detto - e scritto - del recensendo capolavoro che si capisce meglio se si conosce anche il resto della filmografia. Ci fa piacere. Ma questa non è una retrospettiva su di lui. Dunque, se volevate i complimenti, girate altrove.
Veniamo a noi. "Un bacio romantico", si chiama. Meglio, l'hanno chiamato. Per renderlo più appetibile a chi non ama i mirtilli (e le torte di mirtilli). Ma il titolo originale è "My blueberry nights", di per sè non privo di suggestione. E di inganno, visti gli esiti.
Storia. Boh. C'è un bar a New York gestito dal piacionissimo Jude Law, con look alla Paolo Maldini. Ci capita Norah Jones, la cantante Norah Jones (non male come attrice, unico aspetto positivo del film), in rottura di fidanzamento. Si conoscono, non si amano. Almeno non ancora. Perché lei, per dimenticare le tristezze sentimentali, va a impiegarsi lontanissimo, in un bar popolato da poliziotti ubriaconi (David Stathairn, tutto mestiere e guance ciondolanti) e relative mogli infedeli (Rachel Weisz, davvero pessima, almeno quando deve recitare). Tornerà solo alla fine del film, diversa e più consapevole, come tutte le donne che tornano alla fine del film.
Il ripieno, se così si può dire, di questo girovagare, sono due sequenze interlocutorie: una, di Jude Law, con una ex che assomiglia a Monica Bellucci, e un'altra, di Norah Jones, con una giocatrice di Texas Hold'em (Natalie Portman, truccata da quarantenne e del tutto fuori parte). Entrambe inutili, non solo ai fini della trama, peraltro inesistente.
Ora, puntualizziamo. Ci piace il cosiddetto cinema "di regia". Ma non i manierismi, le vanità, gli esperimenti gratuiti. Perché le inquadrature dovrebbero comunque raccontare. Avere una storia, e non un pretesto. Non ci importa nulla che Wong Kar-Wai ami lo stile documentario, conosca i segreti di una profondità di campo, azzecchi i giochi col punto di vista. E' roba da poco, senza un'idea in mezzo. E per cortesia, ci risparmi la grammatica: non si può girare un intero film solo coi primi piani, mettere la musica (Otis Redding, e ovviamente Norah Jones) a commento di qualunque scena, sfumare le immagini per puro opportunismo. Così, data anche la tematica, ne viene fuori una versione "happy meal" del peggior Abel Ferrara.
Quanto infine alla sceneggiatura. Se ci dimentichiamo le parentesi pornografiche, ad uso e consumo dell'impaziente regista (memorabile, in questo senso, la scena in cui ad entrambi i protagonisti sanguina il naso), ci resta solo una situazione, degna del miglior sogno erotico: battere al river Natalie Portman, con una scala colore contro un poker di re.
LA SCHEDA
My blueberry nights
In una frase: "e via con Otis Redding"
Sconsigliatissimo:
a chi cerca la scrittura, l'onestà intellettuale, la regia al servizio dei personaggi. Cioè, in una parola: il cinema.
Giudizio:
KKKK